Questo blog vuole mettere in luce come con una strategia adeguata si possono svolgere attivita’ umane senza compromettere l’ambiente, anzi, certi metodi di lavoro possono aumentare la biodiversita’ dei luoghi soggetti ad uso antropico.

Ed e’ proprio su questo punto che Antroponatura vuole divulgare un nuovo apprrooccio al permanente lavorio di macchine e uomini che in tempi sfrenati sta distruggendo il patrimonio Naturale di questo stupendo pianeta in cui siamo nati.

                  Distruzione delle foreste

In poche parole, si puo’ dire che ogni attivita umana puo’ offrire situazioni favorevoli per l’insediamento di piante, animali, funghi, insetti.

Questo succede naturalmente e in modo spontaneo, basti pensare a piante spontanee che spuntano dall’asfalto, oppure a uccelli che fanno il nido nelle nostre case. Questi insediamenti spontanei non sono sempre visti di buon occhio, a causa dei danni che ne possono conseguire.

Normalmente gli insediamenti spontanei di piante o animali in zone antropiche non sono accettati, perche possono compromettere il risultato del lavoro umano.

Questo concetto e’ il risultato di millenni di lotta contro la vita “selvatica”. L’uomo ha lottato a lungo per domare la natura. All’inizio questa epica lotta era pura sopravvivenza. Foreste immense, paludi senza fine e fiumi incotrollabili rendevano gli spostamenti molto difficili.

Oltre a questo, la natura selvaggia, oltre a offrire cibo come erbe, frutti e carne, era anche pericolosa per la presenza di grossi carnivori o animali velenosi.

                            Vitae Sylvatica

Tutto cio’ non ha demotivato la specie “Homo sapiens”.  Questa specie, dal punto di vista fisico, debole e vulnerabile, possedeva la capacita’ di adattarsi ai piu’ svariati ambienti, e  l’abilita’ a costruire strumenti sempre piu’ sofisticati con cui e’ riuscita a domare, anzi, piu’ che domare, a distruggere la gran parte della natura selvaggia.

Oggi, questa natura primordiale e’ confinata negli angoli piu’ remoti della terra, dove subisce sempre piu’ spesso gli attacchi delle attivita’ umane.

                Estinzione delle specie durante i secoli

 

Finora le cose che non vanno, almeno per quanto riguarda la Natura.

Ma non tutto e’ perduto, anzi, il nostro welfare ci da la possibilita’ di studiare e aumentare la nostra conoscenza. Questa conoscenza ci puo’ dare la possibilita’ di riparare i danni fatti, e costruire un nuovo rapporto con il nostro pianeta.

L’agricoltura ha spinto la civilta’ umana al punto in cui e’ adesso. Senza di essa non ci sarebbe quella eccedenza di cibo che ha permesso nelle nazioni piu avanzate di formare una classe sempre piu’ numerosa di individui che si e’ potuta dedicare allo studio. Invece di spendere il proprio tempo nel produrre grano, patate o curare il bestiame.

Il rovescio della medaglia e’ il fatto che per produrre cosi tanto si e’ ricorsi a metodi agricoli intensivi.

L’uso della chimica e l’estrema meccanizzazione hanno compromesso in modo drastico l’ambiente.

Ora che il danno e’ stato fatto, ci si guarda indietro e ci prende la nostalgia dei campi fioriti, dove l’allodola faceva il suo nido, delle rigogliose rive alberate o dei fiumi e fossi pieni di vita.


La malinconia e’ un sentimento che paralizza, quello che voglio e’ trovare delle soluzioni per riparare i danni senza compromettere tutto cio che e’ stato costruito finora.

Nei prossimi articoli una rassegna delle possibilita’che si hanno per realizzare un po di Antroponatura. Buona lettura!

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