Orto


Si puo dire che l’orto e’ agricoltura in piccola scala, mentre l’agricoltura e’ indirizzata alla produzione di cibo su grossa scala, l’orto e’ per la famiglia. Prodotti da consumare giornalmente o da conservare per una stagione. Tutto il lavoro, vangare, egalizzare, seminare, zappare, raccogliere, e’ una specie di rituale che si ripete ogni anno. Tra la semina e il raccolto, la cosa che preoocupa di piu’ l’orticoltore sono le erbacce, o come preferisco chiamarle, piante spontanee. Queste piante si sentono a casa loro nella terra lavorata, piante pioniere che aprofittano del lavoro umano per germinare e provano, tra una zappatura e l’ altra, a compiere il ciclo vegetativo.

Molte di queste “erbacce” sono commestibili, raccolte al momento giusto, prima della fioritura, o in certi casi consumandone i fiori, possono essere gustose, contengono vitamine e sali minerali, sono resistenti alle malattie e …..gratis!

Alcuni esempi: Ortica, Romice acetosella,, Farinello buon Enrico, Farinello comune, Papavero, Borsa pastore, Tarassaco, Podagaria, Centocchio comune, Erba porcellana, e tante altre.

Molte di queste piantesono presenti tutto l’anno, d’inverno in forma di rosetta, e dovrebbero esssere piu’ aprezzate dagli orticoltori, lasciandole crescere qua’ el la’.

Orto con erbe selvatiche

Una cosa che perfettamente si sposa con il principio di Antroponatura, e’ il fatto che coltivando l’orto, si pensi non solo alla produzione di cibo per il coltivatore, ma anche alle altre creature.

Lasciando fiorire le erbe si attirano gli insetti impollinatori, i quali potranno impollinare anche le piante seminate, In autunno, quando il raccolto e’al sicuro, si possono lasciare seccare le piante, molti uccelli si cibano dei semi lasciati sulle piante.

Durante l’inverno, se l’orto e ancora adobbato di piante selvatiche rinsecchite, si favoriscono gli animali che hanno difficolta a trovare cibo e riparo, tipo uccelli, topolini selvatici, insetti. Ma anche lepri, beccacce, caprioli, ecc.

Il pricipió e’ molto semplice, quel pezzo di terra puo’ nutrire l’uomo, ma anche altre specie. Questo metodo lo applico da anni, e’ raccolgo a sufficienza dal mio lavoro. La cosa interessante e’ che lasciando crescere le piante selvatiche in modo da non compromettere il raccolto, durante il lavoro si incontrano insetti, farfalle, anfibi, piccoli animalie, funghi e piante a volte molto rare.

Cio’ mi distrae un po dal lavoro, ma e’ come se mi trovassi in mezzo a un Parco Naturale in miniatura.

 

Gilberto

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