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Cio’ che vediamo con i nostri occhi, al di fuori di case o altri edifici, dove il cielo e la terra fanno da scenario a tutti gli elementi naturali o artificiali, viene chiamato paesaggio.

Un tempo, prima della presenza dell’uomo, il pesaggio era il risultato delle circostanze geologiche e climatiche. La presenza di certi animali, specialmente dei grandi erbivori, influenzava notevolmente il peasaggio brucando l’erba, scorticando e abbattendo alberi.

Mastadon_Illustration09Pesaggio dell’era glaciale

La specie Homo sapiens, sin dalla sua apparizione nella storia, ha influenzato in maniera crescente il paesaggio delle zone colonizzate. Negli ultimi secoli questi cambiamenti hanno raggiunto livelli drammatici nei paesi piu’ densamente abitati. anche le zone piu’ remote del pianeta hanno dovuto subire, direttamente o indirettamente l’influenza dell’uomo.

Le citta’ sono un’esempio di distruzione totale del paesaggio originario, dove l’uomo ha creato il suo habitat esclusivo.

Prendendo coscienza di questo, si puo’ pensare, come accade molto spesso attualmente che bisogna salvare il salvabile e dichiarare le zone “colonizzate’ come zone perdute dove la natura ha perso la partita.

Credo che il paesaggio si puo’ influenzare anche positivamente, con le conoscenze che il nostro welfare ci ha permesso di accumulare.

Per fare un’esempio pratico; Gli studi di botanici appassionati ci permettono di compilare un quadro completo della vegetazione autoctona di una certa zona geografica. Usando queste conoscenze, si possono usare le specie naturali per creare il verde, nelle zone fortemente antropiche, ma anche nelle campagne.

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Prato in fiore con specie autoctone, seminato lungo una strada a Leeuwarden, Olanda

 

 

 

 

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